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“Si fa presto a dire “educazione alla mondialità”.
Eppure ci sono scuole che non si arrendono alle parole vuote ma di moda e cercano di promuovere esperienze concrete attraverso cui vivere ciò che le parole descrivono soltanto. Fino al punto da finire sui giornali.
L'Itis Fermi di Desio ha trasformato così un semplice “gemellaggio” in una vera occasione di incontro umano, quindi educativo, tra ragazzi appartenenti a mondi lontani e diversi. Fino a portare alcuni dei suoi ragazzi nel 2005 e nel 2007 in Africa, dalla “gemella” scuola secondaria di Isimani, nelle zone più disagiate della Tanzania, dove non hanno neanche l'elettricità: questa è stata anche l'occasione per regalarle (e installare!) un impianto fotovoltaico costruito da loro, che in questo momento sta facendo funzionare alcuni frigoriferi nella lontana Tanzania.
(Per saperne di più www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=46880)
Verrebbe da dire: “...e i soldi”? I contributi sono stati richiesti (e sono arrivati) dalla provincia di Milano, dai comuni in cui risiedono molti ragazzi, dagli imprenditori, dal Rotary, dai Lions, ecc. Tutto questo per un'esperienza di studio “curricolare” ma centrata su un rapporto con persone ed esigenze reali e su un “prodotto” concreto e utile.
La prof.ssa Antonia Poli, che ha promosso e seguito il progetto, guardando a questa esperienza che oggi si sta dilatando in nuove opere (ne riparleremo), ci dice: “In sintesi l'utilità di tutto quello che si è fatto e si sta facendo è educativa: suscitare una coscienza e una responsabilità. Insegnare a noi stessi e ai ragazzi che lo studio può essere vissuto anche come utilità per il mondo intero”.
Si fa presto anche a parlare di “orientamento”.
Ma certamente questa è stata più che una semplice parola per quei ragazzi, tra i tanti che nel tempo hanno partecipato al progetto, che oggi grazie a esso, dovendo scegliere un percorso universitario, si sono indirizzati proprio verso la cooperazione internazionale...
lAccendino112009.pdf [ 198.57 KBs ]
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