PICCOLE DONNE

AUTORE: Louise May Alcott

EDIZIONI: Piemme, € 10,57

TARGET: dai 10 anni

 

“ Little women, or Meg Jo Beth and Amy” venne pubblicato negli USA nel 1868 e fu subito un successo mondiale. Dopo più di centocinquant’anni, anni questo classico della letteratura per ragazzi (o meglio, per ragazze) torna alla ribalta grazie al cinema, con la recente uscita dell’omonimo film, ultimo tra le numerose versioni ispirate al romanzo della Alcott. E’ facile che molte giovani lettrici non sappiano che la pellicola è tratta da un libro che a suo tempo era diventato un autentico cult, suscitando un’eco imparagonabile rispetto a quella ottenuta poi da qualsiasi trasposizione cinematografica. D’altra parte, la pellicola attualmente nelle sale non è godibile appieno da chi non abbia letto il romanzo, quindi eccoci a proporre le pagine dell’autrice statunitense.

Siamo nell’America dell’800, durante la Guerra di secessione, sul cui fronte si trova il padre delle protagoniste; non avendo più l’età per andare a combattere, egli ha seguito l’esercito come cappellano. Le sue “piccole donne”- come abitualmente le chiama – sono le quattro figlie adolescenti, rimaste a casa con la madre e la domestica. La guerra fa da sfondo alla vita della famigliola, mentre in primo piano vediamo avventure e disavventure delle fanciulle. Il romanzo copre l’arco di un anno, da un Natale all’altro; la quotidianità è segnata dalle continue preoccupazioni per il papà lontano e per le ristrettezze economiche che si devono affrontare in conseguenza della guerra.

Le sorelle – pur così diverse tra loro – sono molto legate e, grazie all’affetto e all’ amicizia che le unisce, riescono a non soccombere alle difficoltà, grandi e piccole, che si presentano ogni giorno. Meg, la primogenita, sedici anni, dolce e socievole, pur peccando talvolta di superficialità, è il riferimento principale per le altre; tutto l’opposto di lei è Jo, il maschiaccio di casa, alter ego della stessa Alcott, tanta passione per la letteratura e un temperamento irrequieto e anticonformista; inseparabile da Jo è l’angelica Beth, timida, sensibile e generosa, per questo da tutti benvoluta, al contrario della dodicenne Amy, aspirante pittrice, che si mostra talora vanitosa e spocchiosa,  per poi ritrovarsi burlata per i suoi strafalcioni nello scrivere e nel parlare. A fare da perno, con un ruolo predominante in famiglia in assenza del papà, è comunque la mamma, la signora March, sempre attenta a tutto quanto accade, preoccupata di guidare al meglio le figliole con i suoi consigli. Richiami morali puntuali, che però chiamano in gioco la libertà di ciascuna delle ragazze, in modo che esse vivano le proprie esperienze e da queste imparino a crescere, magari anche attraverso gli sbagli. “Abbiamo sempre il nostro fardello sulle spalle (il nostro carattere, pregi e difetti, ndr) e la strada aperta davanti a noi, e l’aspirazione alla bontà e al bene è la guida che ci sostiene attraverso le sofferenze, gli affanni e gli errori, conducendoci alle soglie della pace (…)”: così l’autrice fa parlare mamma March alle ragazze, mentre ricorda loro un gioco infantile ispirato al “Viaggio del pellegrino” di J.Burker, in cui la vita è rappresentata come un pellegrinaggio verso la piena conquista della verità di sé. Echi delle idee, innovatrici per quel tempo, del padre della Alcott, filosofo e pedagogista, certi temi e toni del romanzo potrebbero risultare a prima vista un po’ estranei alla sensibilità delle ragazzine di oggi, tuttavia a ben guardare Piccole donne spalanca a un orizzonte vasto: nel desiderio vivo che nutrono le sorelle – Jo in primis – di studiare viaggiare conoscere, già emerge la spinta verso un’emancipazione femminile che le nostre lettrici potrebbero verosimilmente apprezzare. Nello scorrere degli eventi, poi, emergono diversi temi, allora come ora profondamente pertinenti all’esperienza dei coetanei delle “piccole donne”: il rapporto tra figli e genitori, l’amicizia, i primi amori, la voglia di avventura, la ricerca degli ideali cui dedicare la vita…

La prosa della Alcott è scorrevole, il susseguirsi degli eventi rapido e intervallato da efficaci seppur brevi descrizioni o animati dialoghi, così che le pagine catturano facilmente una dopo l’altra l’attenzione dei giovani lettori.  Anzi, nato come un romanzo per adolescenti, in cui si trasfigurasse la storia dell’autrice e delle sue sorelle, Piccole donne oggi potrebbe essere amato anche, e forse più, dalle bambine che dalle destinatarie dell’800. Sarà perché ai nostri giorni l’adolescenza comincia prima, prolungandosi però ben oltre l’età delle nostre quattro protagoniste...ma questa è un’altra storia!

 


A cura di:           

LAURA BELLAVITE è nata a Milano nel 1955. Qui laureata alla Cattolica, poi insegnante di lettere nella secondaria di I grado – per quindici anni nell’hinterland milanese, a Quarto Oggiaro, poi in zona Fiera-Sempione – attualmente , da ‘pensionata’, continua l’impegno in ambito educativo/didattico come volontaria presso la onlus PORTOFRANCO, centro di aiuto allo studio rivolto a studenti delle superiori. Collabora altresì con un doposcuola parrocchiale e nella gestione della Biblioteca nell’istituto statale in cui ha insegnato fino al 2017.

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