Alla ricerca di Cesare Cremonini (e un po’ anche di Bologna)

 

Il 30 luglio 2021 i portici di Bologna sono stati nominati patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Non temete e non vi stropicciate gli occhi, non siete finiti sull’articolo di arte né su quello di urbanistica: è solo che per arrivare al punto stavolta faccio un giro un po’ più largo. Bologna è sempre stata una città piena di musica e musicisti, come pure l’Emilia Romagna tutta intera. Il liscio, Casadei, il cantautorato di Lucio Dalla e di tutti i suoi discepoli e successori. E allargando un po’ il cerchio, possiamo aggiungere Gianni Morandi, Orietta Berti, Maurizio Vandelli, I Nomadi, Pierangelo Bertoli, Ligabue, Vasco Rossi. E Zucchero. E Guccini e tanti altri. Ma avviciniamoci al punto, che vuole essere un accenno alla personalità e alle canzoni di Cesare Cremonini.

Vogliamo provare a sfiorare, a conoscere un pochino la città dei portici divenuti patrimonio dell’umanità. Lo facciamo con un paio di canzoni dei due (grandi) che volutamente non ho citato sopra e cioè Luca Carboni e Samuele Bersani, bolognese doc il primo, adottato dalla riviera, e precisamente da Cattolica, il secondo. Le canzoni sono due dichiarazioni d’amore. La prima lo dice esplicitamente già dalle parentesi nel titolo: A Bologna (canzone d’amore) – Samuele Bersani, album Manifesto abusivo, 2009. Ascoltatela qui : canzone strana, dalla melodia diagonale e ispida nelle strofe, l’arrangiamento a tratti zappiano e la cantabilità distesa e, per l’appunto, innamorata dei ritornelli. Ma che dipinge luci ed ombre. Ecco in apertura il patrimonio dell’Unesco: “A Bologna i portici tengono in piedi le case”, ma un po’ più avanti (ascoltatela tutta mi raccomando) “A Bologna è comodo avere poteri speciali/Per schivare le armi da taglio e la merda dei cani”. Eppure tutto alla fine viene avvolto di poesia.

Bologna è una regola – Luca Carboni, album Pop Up, 2016 è un affresco notturno anch’esso infatuato da una città che evidentemente strega, avvolge, abbraccia. Il video originale ci fa immergere ancora di più nella canzone (e nella città), aiutandoci a comprenderne l’estetica, del luogo e dell’autore. E potremmo andare avanti ancora con altre canzoni, ma presto o tardi dobbiamo arrivare anche all’autore che vogliamo trattare. Dalla se fosse ancora quaggiù avrebbe 68 anni (4 marzo 43, ricordate), Carboni ne ha 58 e Bersani 50. Cesare Cremonini ha appena passato i 40 ed è approdato quasi subito al grande successo, a cavallo del nuovo millennio, con la band dei Lùnapop. Cominciamo col dire che quella che forse allora veniva considerata una canzone super-leggera, a distanza di una ventina d’anni mostra che era certamente pop, ma al tempo stesso aveva delle buone armi che le hanno permesso di durare e di essere una delle canzoni che (negli anni a seguire è capitato sempre meno) sono durate di più ed hanno attraversato il tempo e le generazioni, tanto che ancora oggi si canta più o meno a tutte le età. Naturalmente stavo parlando di 50 special e dei suoi colli bolognesi, tanto per tornare a bomba, ma non dimentichiamo che sullo stesso album (...Squérez? – 1999), oltre ad altre ottime canzoni, c’erano ad aprire il lavoro Qualcosa di grande e Un giorno migliore, che mostravano già i segni di una grande personalità cantautorale. Non dimentichiamo nemmeno che 50 special paga un importante pegno a Nuvolari di Dalla, da cui Cremonini “prende in prestito” il riff dell’introduzione, usandolo nella strofa della sua canzone (ascoltare per credere).

Già Wikipedia può dare una buona idea della carriera dell’artista, potete darci un’occhiata da soli senza che la riassuma io. E potete anche essere aiutati alla grande dalla bella intervista della brava Daria Bignardi, nel 2010 ad Invasioni barbariche, reperibile in due estratti su youtube,  UNO e  DUE! Io vorrei solo provare a suggerire qualche ascolto dalla sua cospicua produzione, riassumendo solo prima la discografia, tratta sempre da Wiki e, volendo, con i collegamenti da cliccare per ogni album:

Album in studio

Album Live

Raccolte

Mi impongo di sceglierne quattro, di canzoni, per non farla troppo lunga, riascoltandole e commentandole brevemente, mettendone in luce qualche aspetto, testuale e musicale.

Marmellata #25, dall’album Maggese è la narrazione in maggiore di una storia finita, certo intrisa di nostalgia, ma al tempo stesso scanzonata. Il pop di grande qualità della musica si interseca con le liriche molto curate. Non è una novità l’amore di Cremonini per la musica e la cura per il suo lavoro, lo vedremo anche nelle altre canzoni scelte (che al momento non so ancora precisamente quali saranno, ho una vaga idea). Nel video naturalmente riappaiono i portici e la tecnologia viene usata per dare spunti nuovi alla storia raccontata (non svelo per chi non avesse mai visto il video, gli altri già sanno).

E la tecnologia riappare, come propellente alla narrazione, in un’altra grande canzone, Buon Viaggio (Share The Love): la tecnica di ripresa chiamata fish-eye rende il video estremamente ben riuscito ed accattivante. Uscita come anticipazione dell’album Più che logico live, la canzone, come recitavano le recensioni, era la maniera migliore di affrontare quell’estate, potremmo dire on the road, con un’enfasi maggiore sulla partenza che sul ritorno, tanto che occorre avere “Coraggio, lasciare tutto indietro e andare /Partire per ricominciare/Che se ci pensi siamo solo di passaggio/ E per quanta strada ancora c'è da fare/Amerai il finale”.

È vero, lo ammetto, sto andando dietro al gusto mio, alle mie preferite. Ma credo sia la maniera migliore per indicarvi delle possibilità; le altre, le vostre preferite le scoprirete da voi se vorrete dedicare un po’ di tempo ad uno dei più sensibili e capaci cantautori italiani in circolazione. Ed allora la mia prossima preferita è Il Comico (Sai Che Risate), brano di apertura e singolo anticipatore dell’album La teoria dei colori, primavera 2012. Nella musica di Cremonini si sentono molte influenze, e tutte confluiscono in una sintesi originale e sapiente. Questo brano in particolare (e tutto l’album, e in realtà tutta la produzione dell’artista) mescola liriche ben strutturate con il pop-rock inglese ed americano. Forse in questo caso il riferimento più vicino è quello ai Coldplay, ma altrove si sentono arrangiamenti vicini ai Beatles (molto amati dal nostro) o ai Queen (la prima band amata fin da piccolo). Il tutto corroborato da una produzione musicale sempre ad altissimi livelli, senza trascurare mai nessun particolare e con arrangiamenti estremamente belli e ben costruiti.

Molto difficile scegliere l’ultima, ci provo e magari ve la lascio da ascoltare quasi senza commento… Vediamo… Mondo, oppure Poetica, o ancora Grey Goose… No, alla fine scelgo quella con testo ottimamente strutturato, storia molto intrigante, melodia ed armonia (e liriche) incastrate perfettamente, ritornello straordinario, cantabile, esplosivo. E tante, tante influenze messe insieme senza stridere l’una con l’altra. Ecco a voi La Nuova Stella Di Broadway, buon ascolto, non l’ultimo spero: le altre scopritele voi!

Come ultimi consigli, se mai voleste mettere altra carne al fuoco ed approfondire ancora un poco la conoscenza del personaggio, una breve intervista del novembre 2019, appena prima che il mondo si chiudesse a busta ed un intervento ospitato niente meno che dall’Università Cattolica in questa lunga conferenza in streaming che illustra la genesi di un grande progetto di concerto LIVE, preso come modello di etica del lavoro e di competenza realizzativa. Insomma un artista a tutto tondo, bravo, fiero di quello che fa e sempre in ricerca del passo successivo. Lo attendiamo anche noi.

Walter Muto


 A cura di:

WALTER MUTO, laureato in Lettere e con i più vari studi musicali alle spalle, decide di dedicarsi prima con grande passione e poi come lavoro alla musica, in particolare a quella leggera. La sua occupazione è fare musica, parlarne e scriverne a 360 gradi.  Oltre ad aver scritto diversi libri e curare una rubrica per il mensile Tracce, collabora da 35 anni agli spettacoli musicali per ragazzi della Sala Fontana di Milano, produce spettacoli insieme a Carlo Pastori e negli ultimi anni si dedica a progetti musicali per il sociale,
con una attività al Carcere di San Vittore ed una in due residenze per disabili psichici. 
Più info su www.waltermuto.it  

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